
La convenzione ha validità triennale e ai fini della certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali, farà riferimento a quanto stabilito dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e dal Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014.
IL GOVERNO RISPETTI L’AUTONOMIA DELLE PARTI
I leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, sottolineano l’importanza dell’accorso e chiedono a Governo e Parlamento il rispetto dell’autonomia delle parti sui temi della rappresentanza e rappresentatività sindacale.
MISURAZIONE ESTESA A GRAN PARTE DEL MONDO DEL LAVORO
Fino ad ora la certificazione degli iscritti era già possibile sui pensionati con i dati dell’Inps e nel pubblico impiego con i dati dell’Aran. Con la convenzione di oggi la misurazione della rappresentanza è ormai estesa a gran parte del mondo del lavoro.
DARE CERTEZZA ALLA CONTRATTAZIONE
“Abbiamo fatto un buon accordo – ha dichiarato il leader della Cisl Annamaria Furlan – ora bisogna lavorare subito per la raccolta dei dati e partire con i contratti perché bisogna dare certezza alla contrattazione. E’ un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione per rendere assolutamente certe le relazioni industriali e trasparente la rappresentanza. Tutto alla luce del sole e con regole certe. Al Governo e al Parlamento diciamo che farebbero bene a concentrarsi non sulla rappresentanza sindacale ma su altri i temi ben più urgenti: crescita e sviluppo, che vuol dire lavoro”.
La misura della rappresentatività sarà completata dal CNEL coi voti ottenuti dai sindacati alle elezioni delle Rsu. Le risultante saranno poi rese pubbliche dall’INPS.