
Questo nuovo strumento operativo – spiegano in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – ha come obiettivo primario un’azione collegiale per la realizzazione della semplificazione amministrativa per le esigenze agricole; intende inoltre orientare l’attività ispettiva e di vigilanza nei confronti delle imprese non iscritte alla “Rete”, confermare un principio di condizionalità*, ma anche di premialità, nei confronti dei datori di lavoro che rispettano la legislazione sociale ed i contratti collettivi di lavoro.
Della cabina e quindi della Rete – precisa ancora il comunicato sindacale – potranno far parte tutte le imprese agricole che non abbiano riportato condanne penali; non abbiano procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materie di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; non siano destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per illeciti nelle suddette materie e siano in regola con i versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi.
Con il “Collegato agricolo” che riformerà il mercato del lavoro agricolo – concludono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – sarà consentita un’articolazione territoriale della “cabina di regia” destinandole ulteriori compiti e funzioni e ampliando la platea dei soggetti che potrebbero aderire alla “Rete”.
*La condizionalità è una delle maggiori novità introdotte dalla Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea. Rappresenta l’insieme delle norme e delle regole che le aziende agricole devono rispettare per poter accedere al regime del pagamento unico. La Comunità si propone così di ottenere un corretto equilibrio tra la produzione agricola competitiva e il rispetto della natura e dell’ambiente.