L’agricoltura continua ad essere un settore in cui gli infortuni mortali sul lavoro si ripetono drammaticamente. Mohammed Gannaoui, operaio agricolo di 27 anni di origine marocchina e residente nel Veronese, ha perso la vita ieri, schiacciato dal trattore che stava guidando, in un’azienda avicola a Soprazocco di Gavardo con sede legale a Verona e terreni tra le province di Brescia e Verona.
I compagni di lavoro l’avevano visto all’inizio della mattinata ma solo nel tardo pomeriggio, quando non l’hanno visto rientrare, si sono messi a cercarlo nella vasta area in cui sorgono i diversi capannoni delle pollicoltura, trovandolo infine sotto il trattore ribaltato.
Inutili purtroppo i soccorsi allertati dai compagni di lavoro. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e il rispetto delle norme di sicurezza. Il ribaltamento del trattore potrebbe essere stato causato dal terreno scosceso reso più instabile dalla pioggia.
Gazzaretti (Ebat): non bastano più il cordoglio e l’indignazione
“Questo ennesimo infortunio mortale colpisce profondamente il mondo agricolo e impone una nuova e seria riflessione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. Lo scrive in un comunicato la presidente di EBAT, l’ente bilaterale agricolo territoriale esprimendo “cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima e ai colleghi di lavoro: “Ogni perdita umana sul lavoro rappresenta una ferita per l’intera comunità agricola e ci richiama alla responsabilità di proseguire con ancora maggiore determinazione nel percorso della prevenzione”.
“Di fronte all’ennesima morte sul lavoro non bastano più il cordoglio e l’indignazione. – conclude la presidente di Ebat Brescia – La sicurezza deve essere una priorità concreta e quotidiana per tutti. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. Quando questo non accade, l’intera comunità è chiamata a interrogarsi e a fare di più. Una vita spezzata sul lavoro non può mai essere considerata una fatalità“.