
A determinarla sono state le associazioni che rappresentano le aziende del settore (Coldiretti, Confagricoltura, Cia) che puntano a rimandare il rinnovo del contratto, che è scaduto da oltre 6 mesi, al prossimo anno.
Dopo decenni di aiuti, contributi e sovvenzioni pubbliche – hanno denunciato Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – oggi Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori vorrebbero far pagare la crisi agli operai e ai braccianti agricoli negando il rinnovo del contratto.
“Ma noi non chiediamo la luna – spiega Daniele Cavalleri, Segretario generale della Fai Cisl – perché dal punto di vista economico chiediamo unicamente il recupero dell’inflazione. Dietro la chiusura delle organizzazioni datoriali c’è dunque dell’altro: il tentativo di puntare tutto sulla riduzione del costo del lavoro per far pagare ai lavoratori il costo della crisi”.