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Scuola: l’idea (elettorale) di un limite per legge agli stranieri in classe
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Scuola: l’idea (elettorale) di un limite per legge agli stranieri in classe

Il segretario generale di CISL Brescia: “Si vuole risolvere una questione complicata con una soluzione semplice”

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Pubblicato il 22 Settembre 2026

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che il suo Governo intende fissare per legge la percentuale di studenti stranieri che non conoscono bene l’italiano ammissibile in ogni classe. Un annuncio a cui dovrebbe seguire a breve un decreto legge.

Se sono del tutto evidenti le ragioni politiche delle parole di Giorgia Meloni, impegnata a rincorrere gli argomenti del partito che da destra sta togliendo consenso al centrodestra di governo, è altrettanto chiaro che sono i dati di realtà (QUI l’approfondimento del Giornale di Brescia) a rendere l’idea di difficile attuazione.

 

“Si vuole risolvere una questione complicata con una soluzione semplice” ha affermato il segretario provinciale della CISL Alberto Pluda in una intervista al Giornale di Brescia. “Anche nella nostra provincia c’è una difficoltà da parte degli insegnanti, di fronte ad una crescita importante del numero dei bambini stranieri all’interno delle classi. Ma non si può affrontare con un tetto, perché si rischia davvero di ghettizzare e di escludere. Noi invece dobbiamo costruire una comunità, una società che include. Bisogna mettere in campo le energie positive della nostra società perché non c’è soltanto l’ambito scolastico, lo sguardo dev’essere ampliato alle famiglie, al lavoro, alla società in generale”.

Pluda ha ricordato che anche la CISL è impegnata nei percorsi gratuiti di alfabetizzazione per adulti e che il nuovo corso che prenderà avvio il prossimo mese, nel giro di pochi giorni ha raccolto una quarantina di iscritti.

“Certo, è un processo faticoso, – ha concluso il segretario generale della CISL – ma quest’anno festeggiamo la carta costituzionale che è stata costruita da un’assemblea costituente fatta di persone che avevano anche valori diversi ma con l’unico fine di tenere insieme. Le politiche devono cercare di unire, non di dividere. Ma con la campagna elettorale già cominciata è molto più facile – oltre che pericoloso – dire da una parte i bianchi e dall’altra i neri”.