«Difendere il lavoro nella scuola significa difendere la qualità della scuola. Difendere le professionalità significa difendere il diritto degli studenti ad avere una scuola capace di accompagnarli nella crescita». Alberto Pluda, segretario generale di CISL Brescia, ha aperto con questo richiamo il suo saluto all’11ª Giornata RSU e delegati di CISL Scuola Brescia Vallecamonica, iniziata questa mattina nella sede di via Altipiano d’Asiago.
Al centro dell’incontro, la contrattazione d’istituto e la gestione delle risorse economiche. Temi che Pluda ha collegato al riconoscimento del lavoro di chi opera nella scuola: ai compiti sempre più numerosi devono corrispondere risposte sul contratto, sulla retribuzione, sulla carriera, sulla formazione e sulla stabilità. «La dignità professionale passa anche dalla retribuzione – ha sottolineato -. E il riconoscimento economico non è soltanto una questione individuale. È il modo attraverso il quale una società comunica quanto considera importante una professione».
Il segretario generale ha richiamato anche la fragilità delle comunità scolastiche, evidenziata dagli episodi di aggressione e violenza nei confronti degli insegnanti e del personale. Una questione che richiede di rafforzare le relazioni tra scuola, famiglie, territorio e istituzioni. «Non basta invocare, dopo ogni episodio, una sanzione più severa. Servono prevenzione, educazione, ascolto, sostegno alle comunità scolastiche. Serve restituire autorevolezza alla scuola senza confondere autorevolezza con autoritarismo».
In questo quadro, RSU e delegati sono essenziali per mantenere un rapporto diretto con le persone, ascoltarne i bisogni e costruire risposte attraverso la contrattazione. Un ruolo che richiede competenze contrattuali, giuridiche e organizzative, ma anche capacità di comunicare, mediare e affrontare i conflitti. «Un delegato preparato è una risorsa per i lavoratori e per l’organizzazione – ha ricordato Pluda . E una CISL Scuola forte è una CISL Scuola capace di stare dentro la complessità senza semplificarla artificialmente».