Da domani a giovedi volantinaggio davanti alle strutture sanitarie private
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Da domani a giovedi volantinaggio davanti alle strutture sanitarie private

Nel Bresciano 5.000 lavoratrici e lavoratori senza contratto da anni

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Pubblicato il 21 Settembre 2026

Fp Cgil , CISL Fp e Uil Fp hanno proclamato la mobilitazione unitaria del personale della sanità privata e accreditata (profit e non-profit) per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. La mobilitazione prenderà il via con una “staffetta itinerante” di volantinaggio e informazione nei giorni 22, 23 e 24 settembre 2026 davanti alle principali strutture sanitarie della provincia: Clinica Sant’Anna, ICS Maugeri, Clinica San Rocco, Fatebenefratelli, Villa Barbarano, Domus Salutis e Fondazione Poliambulanza.

In una conferenza stampa dei segretari generali di categoria è stata sottolineata la condizione di esasperazione dei circa 5.000 lavoratori bresciani del comparto. “Nonostante i rimborsi regolari erogati dal sistema pubblico e i dividendi milionari distribuiti ai soci – hanno denunciato i sindacalisti – le proprietà datoriali rappresentate da AIOP e ARIS non rinnovano i contratti, lasciando gli stipendi erosi da oltre 20 punti percentuali di inflazione e senza misure di recupero inflattivo”.

Un altro problema evidenziato è la mancata equiparazione economica e normativa con il settore pubblico che spinge i giovani professionisti ad abbandonare le strutture private. “Questo genera una carenza di organico e scarica turni massacranti sui lavoratori storici – rimarcano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp – compromettendone il benessere psicofisico, aggravata da una gestione della libera professione che penalizza i dipendenti nella programmazione dei turni. Per far fronte alla carenza di personale, infatti, le direzioni ricorrono a soluzioni tampone come l’importazione d’urgenza di personale dall’estero e l’uso di cooperative. Tali pratiche, prive di percorsi strutturati di inserimento e affiancamento, scaricano la formazione sul personale già in servizio e mettono a rischio la sicurezza delle cure per l’utenza”.

I sindacati denunciano l’inadeguatezza delle risposte politiche, criticando l’esclusione del personale socio-sanitario dalle misure di recupero inflattivo del Decreto Lavoro e l’assenza di tutele economiche nel Decreto Legge del 7 agosto scorso. “Assistiamo alla contraddizione di un sistema in cui la normativa regionale equipara la sanità privata a quella pubblica, ma senza imporre vincoli stringenti sull’obbligo di applicare contratti equi a chi riceve finanziamenti pubblici derivanti dalle tasse dei cittadini”.

In questo modo l’eccellenza” della sanità privata convenzionata prospera sulla negazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali chiedono ad AIOP e ARIS l’apertura immediata del confronto contrattuale, e al Ministero della Salute, alla Conferenza delle Regioni e al Governo di esercitare il proprio ruolo di garanzia affinché le risorse pubbliche non alimentino profitti aziendali a scapito dei diritti dei lavoratori e della qualità dell’assistenza.