Mortale infortunio sul lavoro nelle cave di Botticino
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Mortale infortunio sul lavoro nelle cave di Botticino

Una lastra di marmo ha schiacciato un operaio di 53 anni impegnato nell'attività estrattiva

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Pubblicato il 23 Giugno 2025

È morto al Civile l’operaio di una cava di Botticino che questa mattina era stato schiacciato da una lastra di marmo. Adriano Mazzelli, questo il suo nome, aveva 53 anni ed abitava a Prevalle.

Per liberare il corpo è stato necessario un complesso intervento dei Vigili del fuoco che hanno sollevato la lastra di marmo con una gru; nonostante l’immediato trasferimento della vittima dell’infortunio all’Ospedale Civile, i medici non hanno potuto che constatare la gravità delle sue condizioni e la morte sopraggiunta poco dopo mezzogiorno.

Sulla dinamica dell’incidente  sono al lavoro Carabinieri e tecnici di Ats Brescia.

 

Il comunicato sindacale

“Il settore delle cave, come i cantieri edili, è uno dei settori più esposti e a rischio di infortuni. – scrivono Filca CISL e le altre sigle sindacali di categoria una nota unitaria – E’ fondamentale garantire adeguata formazione ai lavoratori, evitare che operino da soli, aumentare i controlli per verificare le condizioni della cava ma anche dei macchinari e dei mezzi utilizzati per le lavorazioni, assicurandosi che la manutenzione sia costante in modo da poter operare sempre nella massima sicurezza e quando si riscontrano gravi irregolarità vanno sanzionate pesantemente.
Alle condizioni di pericolo insite in certi tipi di lavorazioni si sommano in questo periodo dell’anno i fattori di rischio legati all’emergenza caldo. Come già fatto l’anno scorso senza essere ascoltati, anche quest’anno chiediamo a Regione Lombardia di emettere l’ordinanza che permette di bloccare le lavorazioni quando le temperature percepite superano i 35°, sfruttando per i lavoratori la copertura della cassa integrazione per cause meteorologiche. I piani di prevenzione vanno bene, ma non sono assolutamente sufficienti a garantire una reale e capillare tutela!
Siamo stanchi di contare i morti sul lavoro in Lombardia, ogni volta tanto dolore e tanta rabbia, ogni volta esauriamo le parole! Le imprese devono capire che investire in sicurezza significa investire nella vita dei propri operai e nel futuro delle loro famiglie”.

 

QUI il testo integrale del comunicato Filca Fillea Feneal
 

 

Gli infortuni mortali sul lavoro da inizio 2025 che hanno coinvolto lavoratori residenti nel bresciano:

30 aprile – Moamen Selim Osman (operaio di Coccaglio)

27 marzo – Federico Ricci (operaio di Concesio)

17 febbario – Michele Bernardi (operaio di Ono San Pietro)

8 gennaio – Carmelo Longhitano (imprenditore edile di Roccafranca)

6 maggio – Endrit Ademi (muratore di Rovato)