Era sul balcone al terzo piano di un appartamento in un edificio in ristrutturazione nel quartiere Lambrate a Milano; stava lavorando su un trabatello quando improvvisamente ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto per oltre 12 metri.
È morto così Endrit Ademi, un muratore di 24 anni, originario del Kosovo, residente a Rovato, dipendente di un’impresa edile bresciana.
Vigili del fuoco, ispettori dell’Ats e Carabinieri, subito intervenuti dopo l’allarme lanciato dai compagni di lavoro del giovane, non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.
Il comunicato sindacale unitario
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL esprimono il loro profondo cordoglio alla famiglia e ai colleghi della vittima.
Questo ennesimo incidente sul lavoro sottolinea ancora una volta la necessità urgente di rafforzare le misure di sicurezza nei cantieri edili. È inaccettabile che nel 2025 si continui a morire sul lavoro per la mancanza di adeguate protezioni e controlli.
Le nostre organizzazioni sindacali chiedono con forza un intervento immediato delle autorità competenti per garantire che vengano rispettate tutte le normative sulla sicurezza sul lavoro. È fondamentale che vengano effettuati controlli rigorosi e che si investa nella formazione continua dei lavoratori per prevenire simili tragedie.
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL si impegnano a continuare la loro battaglia per la tutela dei diritti dei lavoratori e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non possiamo permettere che la vita di un giovane lavoratore venga spezzata in questo modo
Gli infortuni mortali sul lavoro da inizio 2025 che hanno coinvolto lavoratori residenti nel bresciano:
30 aprile – Moamen Selim Osman (operaio di Coccaglio)
27 marzo – Federico Ricci (operaio di Concesio)
17 febbario – Michele Bernardi (operaio di Ono San Pietro)
8 gennaio – Carmelo Longhitano (imprenditore edile di Roccafranca)