Questa mattina, poco prima delle sette, un operaio di 44 anni, Michele Bernardi è rimasto vittima di un infortunio mortale alla Comin Parfum, azienda di Ono San Pietro in Alta Valle Camonica che produce cosmetici,.
Secondo una prima ricostruzione l’uomo era in un settore automatizzato ed è morto a causa dello schiacciamento del torace provocato da un carrello carico di materiali per la produzione. Al momento dell’infortunio nessun altro era in azienda.
La reazione delle organizzazioni sindacali
“Ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore colpita da questo grave lutto. – scrivono in una nota i segretari generali di Fisascat CISL, Filcams Cgil e Uiltucs Paolo Tempini, Francesca Danesi e Roberto Politano – Dobbiamo purtroppo registrare che si muore oggi nei luoghi di lavoro esattamente come si moriva cinquant’anni fa. Sebbene il nostro Paese sia dotato di normative all’avanguardia in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è palese che queste non vengano concretamente applicate, se non dal punto di vista formale.
“I livelli occupazionali ridotti nelle attività, i ritmi frenetici, l’insufficiente formazione preventiva, nonché l’eccessivo numero di imprese in appalto, sono ulteriori ed inaccettabili fattori di rischio per le lavoratrici e i lavoratori.
“Non è una società civile quella che ha perso il senso del valore della vita e che passivamente si adatta a registrare la cronaca delle morti sul lavoro. Lo sdegno – conclude la nota sindacale – non può essere di facciata e durare per il solo tempo imposto dalle circostanze. Ormai da tempo denunciamo come vera e propria emergenza la sicurezza sui posti di lavoro, rivendicando la rigorosa applicazione delle norme, il rispetto delle procedure, la formazione corretta e continua del personale, il costante coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e puntuali controlli da parte degli enti competenti”.