Prende il via mercoledì 1° settembre il progetto “Un vaccino per tutti”, promosso da Confindustria Brescia con Cgil Cisl Uil. L’iniziativa, presentata ad inizio agosto, ieri è stata oggetto di un incontro dei partner di ALL-IN Brescia, progetto lanciato nel 2019 sul tema della convivenza multiculturale per favorire la crescita sostenibile del territorio.
L’obiettivo di “Un vaccino per tutti” è quello di concorrere alla diffusione globale degli interventi vaccinali anti-Covid19 nei Paesi economicamente più fragili del mondo, anche per evitare che l’insorgenza di nuove varianti possa depotenziare i benefici della vaccinazione negli Stati che oggi sono riusciti a contenere la pandemia.
La sottolineatura della Cisl
Alla generale soddisfazione per un’iniziativa davvero unica nel suo genere si è aggiunta la riflessione offerta dal segretario Cisl Paolo Reboni:
“Un vaccino per tutti” è un’azione straordinaria di solidarietà che attinge ai valori più alti della cultura del lavoro di Brescia e del suo territorio. Certamente i lavoratori la sentiranno loro più convintamente quando anche i 100mila che oggi ancora sono in attesa della prima vaccinazione (QUI i dati e le considerazioni della Cisl provinciale) potranno contare sul sostegno delle rispettive aziende per accedere al vaccino anche negli orari di lavoro con le agevolazioni previste dall’accordo dell’11 giugno scorso, accordo purtroppo non adeguatamente valorizzato anche da alcune delle associazioni d’impresa che l’hanno sottoscritto”.
Meccanismi solidali
Nel corso dell’incontro sono state ricordate le modalità di partecipazione alla campagna che attiva un meccanismo solidale tra aziende e lavoratori sul nostro territorio in varie forme:
- un contributo forfettario di 20 euro a carico azienda per ogni dipendente che abbia concluso il ciclo vaccinale;
- un importo pari alla retribuzione di un’ora di lavoro devoluto dal dipendente su base volontaria, cui si aggiungerà un contributo di importo equivalente a carico dell’azienda;
- un’erogazione liberale di azienda e lavoratore di importo complessivo pari al 150% del valore di ferie/permessi maturati (fino a un massimo di 8 ore), a cui ogni dipendente potrà scegliere di rinunciare.