
Di più la sindacalista non aggiunge, ma solo a chi ha memoria breve può sfuggire il fatto che il riferimento polemico è indirizzato alla Fiom che per due anni ha rifiutato qualsiasi ipotesi di coinvolgimento del Ministero, salvo ricorrervi precipitosamente dopo il fallimento del sesto bando di gara. Oggi però c’è unicamente soddisfazione per la positiva chiusura di una vicenda che troppo a lungo ha tenuto col fiato sospeso lavoratori, famiglie e comunità. Gli 11 milioni dell’aggiudicazione odierna sono assai meno dei 34 milioni della prima base d’asta, ma è evidente che giunti a questo punto per il liquidatore era più importante mettere la parola fine alla vicenda.
La cronaca dettagliata della giornata è riportata da siderweb.com
il sito internet della community dell’acciaio.
«Questo è solo il primo passo – ha dichiarato al termine dell’asta l’ad di Duferco, Antonio Gozzi, che ha condotto in prima persona la gara – ora completeremo lo sviluppo di un piano industriale credibile insieme ai lavoratori».
Una corsa a quattro
Che questa volta il presidente di Federacciai volesse chiudere la partita per l’impianto lo si era capito sin dai minuti che hanno preceduto l’apertura delle buste. Il liquidatore giudiziale Pierfranco Aiardi ed il notaio Antonio Mistretta, sintetizzando le condizioni di gara, hanno infatti precisato che l’asta si sarebbe svolta su rilanci relativi alla miglior offerta economica e l’aggiudicazione definitiva in data odierna avrebbe potuto verificarsi solo nel caso dell’integrazione di tutti i dipendenti dell’azienda. Condizione per la quale hanno offerto la possibilità a chi volesse migliorare la proposta presentata sulla forza lavoro di poterlo fare prima dell’apertura delle buste.
Un’opportunità colta immediatamente da Duferco che aveva proposto per la partecipazione alla gara 5,05 milioni di euro e l’assunzione di 60 dipendenti.
La seconda azienda a partecipare è stata la friulana Sider Engineering che, dopo essersi aggiudicata da Esselunga il laminatoio ex Stefana di Ospitaletto, puntava a poter rilevare anche il sito di Nave con un’offerta da 5,1 milioni e 60 dipendenti.
L’offerta da cui era partito il bando era quella di Ingegneria laminati e servizi steel che ha proposto 5 milioni con 57 lavoratori.
Infine la società tedesca Per Germany Handels Gmbh che ha proposto 5,2 milioni di euro in aggiunta all’assunzione di tutti i lavoratori, esclusa però per la mancanza della cauzione a garanzia dell’offerta.
Quasi sei milioni di euro di rilanci
A base d’asta è stata quindi posta l’offerta da 5,1 milioni di euro di Steel Engineering che ha avviato una gara ai rilanci da 200 mila euro al minuto con Duferco fino al raggiungimento in pochi minuti degli 11 milioni di euro finali.
«Ci abbiamo provato, pensavamo di poter venire ad investire anche qui, ma abbiamo trovato qualcuno che voleva l’impianto più di noi» hanno commentato uscendo i rappresentanti dell’azienda di Pozzuolo del Friuli. […]
Questa aggiudicazione rappresenta un passo avanti importante anche verso la chiusura del concordato Stefana dal momento che ora sia i materiali che i tre siti industriali hanno trovato un nuovo proprietario portando ad oltre 88 milioni di euro l’incasso del liquidatore dalla vendita dei vari beni aziendali principali.