Il rettore dell’Università all’Iveco per il 25 Aprile
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Il rettore dell’Università all’Iveco per il 25 Aprile

L'impegno è quello di "trovare un punto di saldatura tra generazioni fondato su lavoro dignitoso, istruzione e inclusione sociale"

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Pubblicato il 24 Aprile 2026

Questa mattina, nel piazzale dello stabilimento cittadino dell’Iveco, si è ricordato il contributo dei lavoratori alla Resistenza e si è fatta memoria di quanti nella fabbrica persero la vita a causa dei bombardamenti.

È l’appuntamento che tradizionalmente viene vissuto alla vigilia Festa della Liberazione, promosso da Anpi e Fiamme Verdi, Uil, Cgil e Cisl (oggi presente con il segretario generale Alberto Pluda, la segretaria territoriale Maria Rosa Loda e la Segreteria provinciale dei metlamecanbici CISL), unitamente alle rappresentanze sindacali aziendali e unitarie di Iveco.

Aprendo la cerimonia Laura Castelletti, sindaca della città, ha detto che “l’anniversario della Liberazione ci trova in un tempo che ci interroga e ci chiede di essere all’altezza della storia della Resistenza, perchè la memoria non è un esercizio di nostalgia bensì una bussola che ci ricorda che pace, democrazia, libertà si reggono su equilibri fragili che esistono solo se c’è qualcuno che li difende”.

Francesco Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia, ha proposto una riflessione sulla necessità di un “patto intergenerazionale che tuteli il nostro bene sociale più alto, quello della riconquistata democrazia. Giovani erano quelli che si impegnarono per dare un futuro a giovani che sarebbero venuti dopo di loro, ed è a partire dai nostri giovani di oggi, che così poco sanno della storia della Resistenza, che serve ripartire per trovare un punto di saldatura tra generazioni che si fondi su tre pilastri: lavoro dignitoso, istruzione e inclusione sociale”.