
La presenza all’incontro di ben 7 consiglieri regionali – Michele Busi, Alberto Cavalli, Fabio Fanetti, Gian Antonio Girelli, Giampiero? Maccabiani, Mauro Parolini, Fabio Rolfi – è indicativa della serietà dell’allarme dei sindacati.
La presentazione dei nuovi piani aziendali – hanno sostenuto i sindacati – costituisce il punto di svolta entro il quale è necessario intervenire. Di taglio in taglio, di riorganizzazione in riorganizzazione, gli ospedali bresciani hanno visto ridisegnate aree di riferimento e servizi senza curarsi degli effetti del blocco delle assunzioni e del tour over, così oggi l’età media degli infermieri bresciani è di 49 anni e mezzo. La limitazione Ci sono pesanti limitazioni nello svolgimento delle mansioni che riducono la disponibilità del personale e aumentano i carichi di lavoro per chi è in servizio. Sono in crisi molti settori della riabilitazione sanitaria e socio-sanitaria in strutture come il Richiedei, Don Gnocchi, Maugeri e Fatebenefratelli. Ci sono condizionamenti che derivano da applicazioni contrattuali diverse nel comparto pubblico e privato, così come presenta criticità la gestione delle esternalizzazioni e degli appalti.
Sulla funzionalista del sistema ospedaliero e sanitario pesa complessivamente la mancanza di risorse adeguate e una riforma complessa come quella voluta da Regione Lombardia non può essere attuata a costo zero.
I consiglieri regionali hanno condiviso la necessità di proseguire il dialogo con le organizzazioni sindacali, ipotizzando un prossimo appuntamento a metà del prossimo mese.