“Chiediamo alle associazioni datoriali e alle istituzioni un atto di coerenza e responsabilità: si sblocchino le trattative e si diano risposte concrete a chi, con professionalità e dedizione, sostiene una parte essenziale del nostro sistema sanitario e sociosanitario”. È una richiesta all’unisono quella dei segretari generali di Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl, a margine della manifestazione nazionale di oggi Roma nella giornata di sciopero per il rinnovo del contratto dei lavoratori della Sanità Privata, negato da 8 anni, e di quelli delle Rsa, fermo addirittura da 14 anni!
Ora risposte immediate
“La straordinaria partecipazione segna un punto di non ritorno in questa vertenza – si legge in una nota unitaria – Lavoratrici, lavoratori e professionisti hanno fatto sentire la propria voce, anche per i colleghi che a causa degli obblighi di legge sono dovuti restare nei luoghi di lavoro per garantire i servizi essenziali. Il comparto ora esige risposte immediate e non più rinviabili sia dalle controparti AIOP e ARIS, sia dal ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni”.
La delegazione bresciana
Con Gianmarco Pollini, Tatiana Vezzini e Marcello Marroccoli della Segreteria provinciale di CISL Fp c’erano diversi operatori e lavoratori bresciani. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario generale di CISL Brescia Alberto Pluda, a testimonianza del sostegno dell’intera organizzazione alle rivendicazioni della categoria.
Imprese sanitarie private irresponsabili
“Siamo di fronte a un paradosso insostenibile: aziende che dispongono di una liquidità immediata che sfiora gli 1,8 miliardi ma pretendono risorse pubbliche come condizione per chiudere i contratti. Non è più tollerabile il differenziale salariale mensile che separa lavoratrici, lavoratori e professionisti del privato da un collega del pubblico, a parità di inquadramento e responsabilità. Mentre nel Servizio Sanitario Nazionale sono stati rinnovati ben tre contratti collettivi – prosegue la nota sindacale unitaria – questo blocco decennale del privato ha permesso all’inflazione di divorare il potere d’acquisto dei salari, costringendo i lavoratori a pagare una vera e propria tassa occulta per finanziare la crescita di queste imprese irresponsabili. Se il privato accreditato vuole essere al fianco del Servizio Sanitario Nazionale, deve garantire lo stesso rispetto e la stessa dignità normativa e salariale garantita nel settore pubblico”.