Solo offerte al ribasso quelle aperte ieri nello studio del notaio Mistretta per lo stabilimento Stefana di Montirone (71 dipendenti). L’aggiudicazione del bando avverrà probabilmente oggi dopo che il liquidatore giudiziale avrà consultato il comitato dei creditori e il Tribunale. Lo stabilimento andrà ad una società immobiliare, la Aqa di Sarezzo che ha quantificato la sua proposta d’acquisto in 2,55 milioni di euro (1,2 milioni l’offerta della Mosteel di Roma, controllata dalla Monte Paschi Fiduciaria; 1 milione l’offerta dell’Alfa Acciai nel precedente bando).
E’ andata invece ancora una volta deserta la gara per lo stabilimento Stefana di via Bologna (il prezzo base d’asta era di 27 milioni di euro).
Rimane una grande incertezza per i lavoratori, sia perché la società immobiliare a cui è andata l’aggiudicazione provvisoria non ha comunicato in che modo intende dare continuità al sito industriale, sia perché il 2 giugno scadrà la cassa integrazione straordinaria.
Sulla vicenda scrive oggi anche il sito siderweb.it con qualche interessante approfondimento di natura industriale
“La data fissata per siglare l’atto di passaggio sarà il 13 giugno alle 15, verbalizzato dopo una breve contrattazione rispetto al 9 giugno proposto dal liquidatore Pierfranco Aiardi. Lo slittamento è stato richiesto da Giambarda a fronte della necessità, a causa del ponte del 2 giugno, di avere maggior tempo per costituire una nuova società. Dalle parole del portavoce di Aqa si è infatti evinto che la compagine sociale della nuova realtà dovrebbe essere articolata e con eventuali soci non solo di provenienza bresciana. L’imprenditore saretino ha però ribadito la volontà di rispettare sia l’impegno finanziario preso sia la tempistica di pagamento immediato prospettata all’interno dell’offerta depositata.
Una sfida ancora da chiudere
La gara però non si può dire ancora conclusa. Gli altri due partecipanti e persino soggetti terzi ai bandi hanno la possibilità di depositare fino alle 14:59 del 13 giugno un’offerta migliorativa minima del 10% rispetto a quanto offerto da Aqa, portando il valore potenziale dei sito a 2.805.000 euro, che non risulta così inaccessibile dal momento che da perizia il sito era valutato 6 milioni di euro.
Il commento di Mosteel
D’Elia ha sottolineato che per far ripartire l’acciaieria di Montirone sono necessari almeno 4/5 milioni di euro: «E’ un peccato perché avevamo un progetto serio e che poteva far ripartire l’impianto in novanta giorni» ha dichiarato lasciando lo studio del notaio Mario Mistretta, sede dell’asta.
Mosteel è un’azienda con sede a Roma costituita il 25 maggio 2016, con un capitale sociale da 50 mila euro che vorrebbe specializzarsi nel trading di acciaio con Marocco e Tunisia attraverso la Sicilia. Come socio unico dell’azienda figura la Monte dei Paschi Fiduciaria di Siena. Oltre al valore offerto, uno dei punti di debolezza dell’offerta di Mosteel sarebbe stato la richiesta di una dilazione del saldo in 12 mesi. Alla domanda sulla possibilità di un rilancio, D’Elia commenta: «Dobbiamo fare le nostre riflessioni».
Alfa Acciai non chiude la porta
Il legale di Alfa Acciai, presente all’apertura delle buste, ha ribadito di come il focus della questione Montirone non fosse sul valore da offrire, bensì sui costi sia del personale, quantificati in oltre 3 milioni di euro l’anno, e dello smaltimento e bonifica di 350 mila tonnellate di scorie. Valori che, secondo Alfa, giustificavano l’offerta proposta, anche se al momento non è stata esclusa a priori la possibilità di effettuare una nuova offerta”.