Bozzoli, ombre sul futuro lavorativo e occupazionale. La Fim interviene sulla proprietà
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Bozzoli, ombre sul futuro lavorativo e occupazionale. La Fim interviene sulla proprietà

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Pubblicato il 6 Novembre 2015

La misteriosa scomparsa un mese fa (era l’8 ottobre) del titolare della Bozzoli srl di Marcheno, ha risvolti non solo investigativi che impegnano la Procura della Repubblica di Brescia, ma ripercussioni non trascurabili anche per i 16 dipendenti della fonderia. Le preoccupazioni – al centro ieri di un incontro tra il rappresentante della proprietà e la Fim Cisl provinciale – riguardano il mancato pagamento degli stipendi di settembre e ottobre, la gestione della cassa integrazione ordinaria e il futuro produttivo occupazionale.

Un faccia a faccia positivo – ha dato conto Stefano Olivari della Segretria bresciana dei metalmeccanici Cisl nell’assemblea con i lavoratori seguita all’incontro – al termine del quale la proprietà ha deciso di pagare per lunedì della prossima settimana la retribuzione di settembre e subitio dopo, in base allo sblocco degli strumenti amministrativi da parte dell’autorità giudiziaria, provvederà anche alla retribuzione di ottobre”.

La cassa integrazione é stata attivata dal giorno del sequestro degli impianti e durerà sino al 9 gennaio 2015; un ulteriore periodo potrebbe essere attivato nel caso del prolungamento delle disposizioni giudiziarie.

Abbiamo preso atto – conclude Olivari – della volontà costruttiva della proprietà, in un momento di oggettiva, estrema difficoltà. Continua a preoccupare il futuro produttivo e occupazionale dovuto al sequestro degli impianti. In questo ambito bisognerebbe almeno dissequestrare, se possibile , la parte amministrativa della Bozzoli per poter fare in modo che l’azienda ristabilisca i contatti con i clienti e provare a mantenere, quanto più in equilibrio possibile, la fragile situazione economica e quindi occupazionale. Continueremo a monitorare lo sviluppo della situazione in continuo confronto con i lavoratori”.