La riforma della sanità lombarda entra in una nuova fase. L’impegno della Cisl
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La riforma della sanità lombarda entra in una nuova fase. L’impegno della Cisl

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Pubblicato il 11 Settembre 2015

riforma sanitariaApprovata la legge (lo scorso 5 agosto) ed emanate le prime due delibere attuative, per la Cisl lombarda si apre la fase più impegnativa sul fronte del riordino della sanità regionale. Obiettivo: far si che l’attuazione della nuova normativa concretizzi quei principi che grazie al lavoro del sindacato sono stati recepiti, a partire da una migliore e più efficiente integrazione tra attività ospedaliera e territorio.

Il concetto è stato ribadito questa mattina nella sede regionale della Cisl durante un incontro con i relatori della legge di riforma del sistema socio sanitario lombardo, Fabio Rizzi e Angelo Capelli.

NO ALL’AUMENTO DELLE TASSE PER RIDURRE I TICKET
I temi sul tavolo sono tanti – ha ricordato Paola Gilardoni che per la Segreteria della Cisl Lombardia segue l’iter della riforma – a partire dalla questione importantissima della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Auspichiamo che non si riducano i ticket attraverso l’aumento delle tasse. Un altro passaggio importante saranno le regole di sistema, le linee di indirizzo sui piani di organizzazione aziendale, punti sui quali chiederemo l’apertura di un confronto”.

ASSISTENZA OSPEDALIERA E BISOGNI SOCIO SANITARI
La riforma cambia completamente l’impostazione del sistema: da un sistema a controllo centrale ad uno periferico. Le Direzioni generali e l’Assessorato avranno il compito di dettare linee guida e garantirne l’omogeneità di interpretazione sul territorio. Le 8 Agenzie di tutela della salute dovranno occuparsi di indirizzi e programmazione territoriale. Le Aziende Socio Sanitarie Territoriali dovranno attuare l’idea di integrazione tra sanità ospedaliera e bisogni socio sanitari.

STABILIZZARE SUBITO I 3.000 PRECARI DEL SOCIO SANITARIO LOMBARDO
Concludendo l’incontro il segretario generale della Cisl Lombardia, Osvaldo Domaneschi, ha ricordato che uno degli argomenti da affrontare con urgenza è la stabilizzazione di 3.000 precari, tra infermieri e altro personale sanitario: “Non si tratta solo di una questione di giustizia nei confronti di questi lavoratori  ma anche di funzionamento del sistema. Senza organici e contratti adeguati ogni riforma ha il fiato corto”.