La crisi italiana fotografata dal CENSIS: il cinismo uccide il futuro
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La crisi italiana fotografata dal CENSIS: il cinismo uccide il futuro

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Pubblicato il 7 Dicembre 2014

CENSIS 48° RapportoIndifferente ai sentimenti e alla morale comune, privo di sensibilità. E’ la definizione della parola “cinico”, aggettivo che il CENSIS adopera nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014: italiani sempre più soli, impauriti, vulnerabili, ma anche cinici. Una fotografia impietosa quella scattata dall’istituto di ricerca socio-economica diretto da Giuseppe De Rita, un Paese congelato e col fiato sospeso:

Un Paese che ha cambiato pelle, dove la coesione sociale non tiene più, la solitudine avanza (nonostante l’esplosione dei social network) i giovani e le donne vengono mortificati e la politica bypassa sempre di più i corpi intermedi, senza per questo raccogliere risultati in termini di ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.

La nostra – si legge nel Rapporto – e “una società satura dal capitale inagito”, il Paese delle «sette giare», sette contenitori che ribollono ma non dialogano tra loro: i poteri sovranazionali (Europa in testa), la politica, le istituzioni, le minoranze “vitali”, la gente del quotidiano, il sommerso, i mass media.

 

Nel sito del CENSIS è possibile leggere e scaricare
diversi capitoli del Rapporto 2014