
“Abbiamo sollecitato una riflessione sull’opportunità di rafforzare le strutture di Brescia – ha aggiunto Roberti – considerato che nella regione più grande d’Italia il solo centro della Direzione Investigativa Antimafia è a Milano e lavora con risorse abbastanza esigue”.
Nel corso dell’audizione è emerso che si sta presentando un fenomeno di «nuova ´ndrangheta», riscontrato in particolare nella zona costiera dell’Emilia-Romagna e nella Bassa bresciana fino al Garda con proiezioni verso il Veneto.