Sono 6.974 i posti di docenti e personale ATA che il disegno di legge di bilancio prevede di tagliare a partire dall’anno scolastico 2027/2028: 4.925 tra gli insegnanti e 2.049 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF chiedono al Governo e al Parlamento di cancellare queste disposizioni e hanno avviato una mobilitazione nazionale per sostenere la richiesta durante l’esame della manovra.
Per le quattro organizzazioni, il calo degli studenti non può tradursi automaticamente in una riduzione del personale. Le scuole continuano ad avere sedi da gestire, attività amministrative da svolgere e bisogni educativi a cui rispondere. La diminuzione degli alunni potrebbe invece diventare l’occasione per dedicare più attenzione a ciascuno, ampliare il tempo scuola e rafforzare la didattica. Tagliare gli organici, sostengono i sindacati, aumenterebbe i carichi di lavoro e la precarietà, rendendo più difficile garantire un servizio efficace soprattutto nei contesti di maggiore disagio.
La richiesta di cancellare i tagli si accompagna alla disponibilità al confronto con il Governo e con le forze parlamentari. Le organizzazioni chiedono però che alla volontà dichiarata di valorizzare il lavoro nella scuola corrispondano scelte coerenti nella legge di bilancio: investire nel personale significa tutelare insieme le condizioni di lavoro e la qualità dell’istruzione.
La prima iniziativa è in programma mercoledì 11 novembre a Roma, con un sit-in in piazza Vidoni dalle 14 alle 17. Nella stessa mattinata, alle 11, i sindacati illustreranno le ragioni della mobilitazione in una conferenza stampa. Lunedì 16 novembre, dalle 8 alle 11, si terranno assemblee del personale nelle scuole di tutta Italia, con l’intervento in streaming delle segreterie nazionali. Il personale è autorizzato ad assentarsi dal lavoro per partecipare all’assemblea sindacale, anche online.