I dati sulle “rimesse” testimoniano il valore del lavoro immigrato
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I dati sulle “rimesse” testimoniano il valore del lavoro immigrato

Brescia è uno dei principali snodi italiani di questa economia silenziosa che nel 2025 ha mosso 225 milioni di euro

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Pubblicato il 24 Maggio 2026

“Al di là delle politiche contro portate avanti da tanta parte della politica italiana, la realtà dell’immigrazione  continua a dare segnali di stabilità, integrazione e inclusione sociale. L’ultimo esempio è l’annuale ricerca della Fondazione Moressa sulle rimesse degli stranieri verso i loro Paesi di origine”.

Giovanni Punzi, presidente di ANOLF Brescia, l’Associazione che gestisce lo Sportello immigrati della CISL provinciale, non ha dubbi: i 225 milioni di euro delle rimesse spedite lo scorso anni dal nostro territorio (sesta provincia italiana per volume di denaro inviato all’estero dagli immigrati residenti, seconda in Lombardia) parlano innanzitutto di lavoro.

“Gli immigrati sono cittadini lavoratori che sono inseriti stabilmente nel tessuto produttivo bresciano, persone che con tantissimi sacrifici riescono a risparmiare mensilmente denaro per inviarlo ai familiari rimasti nel loro Paese d’origine, per la scuola dei figli, la cura degli anziani, le spese quotidiane”.

Complessivamente nel 2025 le rimesse dall’Italia sono state 8,6 miliardi di euro di rimesse, di cui 1,865 miliardi dalla sola Lombardia, la prima regione italiana con oltre un quinto del totale nazionale. Nella nostra regione la quota maggiore di rimesse è da Milano e provincia (944 milioni di euro), poi Brescia (225), Bergamo (151 milioni), Monza-Brianza (122) e Varese (109)

“Sono evidenze – conclude il presidente di ANOLF Brescia – che riaffermano il valore del lavoro immigrato, smentendo, ancora una volta, la narrazione bugiarda di chi continua a parlare degli immigrati come un peso economico per il Paese che li ospita. Sono dati, non opinioni, e come tali non possono e non devono essere ignorati dalla società civile, dalla politica e dalle istituzioni”.