“Siate sempre determinati e coraggiosi ma mai violenti”. Redento Peroni lo disse ai giovani parlando dal palco allestito in Piazza Loggia il 28 maggio del 2013 per l’anniversario della strage del 1974.
Redento Peroni è morto oggi all’età di 86 anni. S’è portato in corpo per tutta la vita due delle otto schegge che lo ferirono il giorno dell’attentato. Nel 1974 lavorava alla Asm ed era delegato sindacale della Cisl. Si salvò perché due delle vittime dello scoppio, Euplo Natali e Bartolomeo Talenti, si trovarono a fargli da scudo.
Per molto tempo dopo la strage non riuscì a raccontare nulla, ma una volta superato il trauma seppe “trasformare quelle ferite in testimonianza – scrive oggi Casa della Memoria – soprattutto nelle scuole: parlando senza odio o rancore indicava nel dialogo e nell’accoglienza l’antidoto a ogni violenza”.
Redento, che raggiunta l’età della pensione ha fatto parte del direttivo provinciale della Fnp Cisl, è la voce narrante del libro “Una specie di vento” dello scrittore bresciano Marco Archetti: “Un atto d’amore e di memoria – si legge nella quarta di copertina – dove per la prima volta i caduti della strage non sono solo nomi su una lapide commemorativa, ma vengono raccontati come uomini e donne in carne e ossa”.
Il suo funerale sarà celebrato lunedì 12 febbraio alle 15.30 nella chiesa della parrocchia di San Filippo Neri al Villaggio Sereno.