Ha preso il via nei giorni scorsi a Roma la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle cooperative e dei consorzi agricoli, scaduto alla fine dello scorso anni.
Alla base della trattativa le considerazioni sindacali sugli ottimi risultati registrati nel 2023 dal settore agroalimentare italiano, ottenuti anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, nonostante le tensioni internazionali e l’aumento generalizzato dei prezzi.
Le richieste sindacali
Tra le richieste per il nuovo contratto avanzate da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil figurano miglioramenti sul piano delle relazioni sindacali, degli appalti, del welfare, della classificazione, della sicurezza e salute sul lavoro; più ore dedicate alla formazione professionale, la riduzione dell’orario di lavoro da 39 a 36 ore a parità di salario, permessi aggiuntivi per visite specialistiche, assistenza anziani e genitori di figli fino a 3 anni per l’inserimento in asilo nido, l’ampliamento delle casistiche per l’anticipazione del Tfr.
La politica salariale deve essere espansiva
Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil chiedono inoltre un aumento salariale, a regime, di 210 euro (parametro 111). “Una richiesta – sottolineano le organizzazioni sindacali – motivata anche dal bisogno di una politica salariale espansiva per il Paese che, redistribuendo la ricchezza prodotta, sappia aumentare la capacità di spesa delle persone e far ripartire i consumi interni”.
Il confronto proseguirà il 12, il 22 febbraio e il 4 marzo.