“Ripartiamo dalla partecipazione”. In Piazza Loggia l’anniversario della strage
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“Ripartiamo dalla partecipazione”. In Piazza Loggia l’anniversario della strage

Giorgio Graziani (segretario confederale Cisl): "Nella verità solidi anticorpi affinché tutto ciò non possa riaccadere"

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Pubblicato il 28 Maggio 2023

“La strategia della tensione aveva un obiettivo preciso: dividere il Paese, fermare le riforme sociali, fermare chi dava voce al bisogno di una maggiore giustizia sociale, anche attraverso l’estensione dei diritti del lavoro, della contrattazione collettiva, della difesa della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, fermare cioè quelle rappresentanze politiche e sociali a partire dai sindacati confederali, che rivendicavano a gran voce una crescita equa e coesa del Paese”.

Così Giorgio Graziani, segretario confederale della Cisl, in un passaggio del comizio con il quale a nome di Cgil Cisl Uil ha chiuso la manifestazione sindacale in ricordo del 49esimo anniversario della strage di Piazza della Loggia.

Il sindacalista ha aperto il suo intervento scandendo i nomi delle otto vittime dell’attentato neofascista – Giulietta Banzi, Livia Bottardi, Clementina Calzari, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi, Vittorio Zambarda – e sottolineando il valore della memoria, personale e collettiva.

 

 

Verità ricercata con la determinazione dello spirito costituzionale

Graziani ha ricordato il lungo iter processuale e la sentenza che ha chiaramente indicato nel mondo del neofascismo di estrema destra mandanti e responsabili dell’attentato: “La sentenza ci aiuta a fare memoria, a ricordare che questi assassini furono coperti, protetti e tutelati da settori e apparati dello Stato, ma fortunatamente non abbastanza o per non abbastanza tempo anche perché combattuti con altrettanta determinazione e, alla fine, sconfitti da tanti altri, animati da spirito costituzionale e civile, che fecero sino in fondo il loro dovere, anche pagando la loro dedizione al bene comune con il sacrificio personale!”.

“Per questo – ha aggiunto il segretario confederale della Cisl – è giusto proseguire, andare avanti: bene il rinvio a giudizio di Marco Toffaloni da parte del Tribunale dei minori e bene il procedimento in corso a carico di Roberto Zorzi”; rimane l’ombra triste della dimenticanza della Presidenza del Consiglio che non ha presentato nei tempi previsti la richiesta di ammissione come parte civile.

 

Non bisogna fermarsi

“Non bisogna fermarsi, dobbiamo fare luce e ricostruire tutte le verità su ciò che è successo, nella sua interezza, facendo così sempre maggiore chiarezza e donando solidi anticorpi al Paese affinché tutto ciò non possa riaccadere. Lo dobbiamo alle persone che hanno perso la vita, a quelle che c’erano in questa piazza, lo dobbiamo ai tanti che con coraggio hanno aiutato a che non si aggravasse il bilancio della tragedia in atto”.

 

 

Il ricordo di Franco Castrezzati

Graziani ha voluto espressamente ricordare anche Franco Castrezzati – come sempre partecipe della manifestazione – che il quel 28 maggio del 1974 stava parlando dal palco quando scoppiò la bomba: “Con equilibrio e fermezza gestì suo malgrado una situazione delicatissima, con una piazza che vacillava, indicando le vie di fuga, invitando le persone a non lasciarsi andare alla disperazione, invitandole a dare una mano alle persone ferite: contro il delirio di pochi, bisognava opporre fermezza, rigore e fiducia nella ragionevolezza delle persone che avevano a cuore le sorti del nostro Paese”.

 

Un messaggio per il nostro presente

“Crediamo che questo sia un grande messaggio che possa valere anche per il tempo che siamo chiamati a vivere oggi. – ha aggiunto l’oratore del comizio ufficiale di questo 28 maggio 2023 – Servono riforme in risposta al nuovo e sempre più diffuso disagio sociale, all’aumento della povertà che in molti casi si trasforma o rischia di trasformarsi in rabbia, con il pericolo di possibili divisioni sociali sempre più marcate mettendo a rischio la coesione sociale e soprattutto rappresentare terreno fertile per derive violente e fasciste.
L’antidoto è proprio la capacità di fare memoria, e questa piazza bellissima, una voce forte e democratica, determinata e comunitaria, numerosa e coesa e soprattutto una piazza che dopo 49 anni è ancora pienamente partecipata”.

 

 

Ripartiamo dalla partecipazione

“Ripartiamo dalla partecipazione, dalla voglia di esserci, di contare, di poter determinare e influenzare il destino del Paese. Ripartiamo dalla voglia di partecipare nei luoghi di lavoro, nelle aziende, nelle comunità per ridare piena dignità alle persone e al lavoro stesso attraverso la qualità, la stabilità del lavoro e alla sua giusta ed adeguata remunerazione e insieme anche un futuro alle aziende che creano lavoro condividendo strategie e sviluppo. Partecipare, ciascuno con la propria intelligenza, sensibilità”.

 

La giornata

La giornata ha avuto inizio alle 8, al cimitero Vantiniano, con la celebrazione della messa del vescovo, mons. Pierantonio Tremolada, davanti al monumento che ricorda le vittime della strage. Dalle 9, in Piazza Loggia, è iniziata la deposizione degli omaggi floreali alla stele con il corteo delle diverse delegazioni. Alle 10.12, ora in cui esplose la bomba piazzata nel cestino sotto i portici, sono risuonati otto rintocchi di campana seguiti da un minuto di silenzio. Alle 10.20 ha avuto inizio la commemorazione ufficiale con il comizio di Giorgio Graziani.

Terminata la manifestazione, nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia c’è stato un momento dedicato al valore educativo della memoria.

Altre iniziative sono previste nel pomeriggio. Alle 20, invece, nella chiesa di San Francesco avrà luogo il tradizionale concerto in memoria delle vittime.