Gli stranieri in Italia: in calo e più poveri
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Gli stranieri in Italia: in calo e più poveri

Il XXVII Rapporto sulle migrazioni 2021 della Fondazione ISMU

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Pubblicato il 11 Febbraio 2022

Fondazione ISMU stima che al primo gennaio 2021 gli stranieri presenti in Italia siano 5.756.000, 167.000 unità in meno rispetto alla stessa data del 2020 (-2,8%). Il numero degli irregolari resta sostanzialmente invariato, attestandosi sui 519mila (contro i 517mila dell’anno precedente). Gli stranieri rappresentano nel complesso circa il 10% della popolazione presente in Italia.

 

Stranieri e lavoro

Sul fronte lavorativo Fondazione ISMU osserva come la vulnerabilità della popolazione migrante, già strutturalmente svantaggiata rispetto a quella italiana, si sia accentuata a causa della pandemia: il tasso di occupazione degli stranieri, infatti, subisce una significativa flessione, passando dal 61% del 2019 al 57,3% del 2020.

 

La povertà tra gli stranieri

Si assiste a un ulteriore aggravamento della povertà, giunta nel 2020 a riguardare il 29,3% degli stranieri (contro il 7,5% degli italiani) e il 26,7% delle famiglie di soli stranieri (erano il 24,4% nel 2019), pari a ben 415mila nuclei familiari. Nel 2020 la retribuzione media annua dei lavoratori extracomunitari, pari a 12.902 euro, è inferiore del 38% a quella del complesso dei lavoratori.

 

Imprenditoria immigrata

Un segnale positivo arriva invece dall’imprenditoria immigrata: nell’anno più segnato dalla pandemia (2020) si rileva un incremento pari al 2,3% dei titolari e soci nati all’estero. Inoltre nel primo semestre 2021 le imprese “straniere” registrano un saldo positivo di 16.197 unità, nettamente più elevato del corrispondente periodo del 2020.

 

Alunni e studenti stranieri

Sul fronte scolastico è interessante notare che nell’anno scolastico 2019/20 per la prima volta gli alunni stranieri iscritti al liceo superano quelli iscritti agli istituti professionali e che, però, il ritardo scolastico riguarda circa il
30% degli alunni con cittadinanza non italiana (contro il 9% degli alunni italiani).