“La decisione della Regione Lombardia di scegliere l’Ospedale Civile di Brescia come polo ospedaliero dedicato specificatamente ai malati di Covid-19 e la recente comunicazione aziendale del progetto di apertura di un’unità operativa esclusivamente dedicata ai malati di Covid da 160 posti, configurano scelte che stupiscono e preoccupano”.
La presa di posizione delle Segreterie provinciali di Cgil Cisl Uil si aggiunge così autorevolmente a quelle che nei giorni scorsi erano state avanzate l’11 aprile da Cisl Medici (Il “Reparto Covid” al Civile? Sarebbe stato meglio farlo altrove) e il 14 aprile dalla Cisl Fp (Adesso però si ascoltino i lavoratori della sanità).
Il problema maggiore è quello del depotenziamento del Civile nella capacità di rispondere a 360 gradi ai bisogni di cura ospedaliera dei cittadini, oltre al rischio di perdere all’interno del presidio cittadino eccellenze e specialità riconosciute.
“Se il nostro sistema sanitario lombardo si poggia sul servizio pubblico e privato – scrivono Cgil Cisl Uil Brescia – è indispensabile che ci sia un equilibrio nella gestione della sanità e che anche il privato convenzionato si faccia carico di tutte le esigenze sanitarie dei cittadini“.
Ma se nessun ospedale potrà definirsi per un tempo che oggi è impossibile definire, Covid free, “ci chiediamo – conclude la nota sindacale – se la Regione abbia individuato altre strutture, sia private che pubbliche che possano accogliere pazienti Covid 19 portatori anche di altre patologie”.
Certo è che sarebbe estremamente grave se una scelta aziendale di così grande portata fosse assunta unilateralmente senza il coinvolgimento di tutti gli attori in campo e tra questi le rappresentanze dei lavoratori.
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Documento unitario Cgil Cisl Uil sul Reparto Covid-19 al Civile di Brescia
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Bresciaoggi 29.4.2020 – Reparto Covid al Civile. Perplessita’ Cgil Cisl Uil