
Il dato di sintesi dell’industria metalmeccanica lombarda nel secondo semestre dello scorso anno è l’aumento del ricorso alla cassa integrazione, con oltre 17mila lavoratori coinvolti (+4,7% rispetto ai primi sei mesi del 2019) in 392 imprese (+4,5%).
Le province più colpite dal rallentamento dell’economia sono Milano (5.245 addetti in cassa integrazione), Bergamo (2.716), Lecco (2.123) e Brescia (16 aziende coinvolte con 1.897 lavoratori in cassa integrazione).
LO STOP CINESE: EFFETTI DEVASTANTI A LIVELLO GLOBALE
Sulle già complicate prospettive per il settore determinate sul finire del 2019 dal rallentamento dell’economia della Germania, dal “pasticcio legato alla vertenza ex Ilva” e dalla politica dei dazi, hanno fatto irruzione gli effetti del blocco dell’economia cinese determinato dal diffondersi del Coronavirus.
“La Cina – si legge nel Rapporto Fim Cisl Lombardia – rappresenta il 17% del Pil mondiale e quindi il suo rallentamento ha effetti devastanti per l’economia globale”. […] Ci aspettiamo un impatto negativo sull’industria manifatturiera lombarda”.
Per questo la Fim rilancia una forte richiesta al Governo e alla Regione per un concreto impegno per le politiche industriali, per il rilancio degli investimenti, il sostegno all’occupazione, ai salari e alla domanda interna.