
Anche i licenziamenti collettivi sono aumentati “in modo preoccupante registrando un aumento del 189%, a conferma delle preoccupazioni della tenuta del settore e del fatto che diverse imprese hanno esaurito la possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi”.
I dati confermano anche il rallentamento della produzione industriale che si traduce, oltre che nell’aumento delle ore di cassa integrazione, nella riduzione delle stabilizzazione e dei contratti a tempo indeterminato. “Una situazione complicata – continua la nota – che rischia di aggravarsi ulteriormente per via del rallentamento prolungato della Germania Il Governo deve rimettere il lavoro, l’industria e gli investimenti al primo posto dell’agenda politica”.
FILIERE TECNOLOGICHE E VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO
“È la dimostrazione di come i posti di lavoro non si creano per decreto – afferma la Segreteria regionale dei metalmeccanici Cisl – ma mettendo le imprese nelle condizioni di agganciare filiere ad alto valore tecnologico in grado di creare ulteriori opportunità lavorative e investendo sulla cura delle competenze e sulla valorizzazione del capitale umano. Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, la cui trattativa inizierà il 5 novembre prossimo, può dare una spinta decisa in questa direzione”.