
Ad aderire al Testo unico e a riconoscere le nuove regole sono 22.395 aziende, per oltre 2,3 milioni di lavoratori; 78 sono i settori economici coperti dalla nuova rappresentanza.
Hanno sottoscritto il documento i segretari generali Annamaria Furlan (Cisl), Maurizio Landini (Cgil), Carmelo Barbagallo (Uil), e il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia; erano presenti anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo e del presidente Inps, Pasquale Tridico.
IL MECCANISMO DI M ISURAZIONE
L’INPS raccoglierà i dati sugli iscritti (dato associativo) e, insieme all’Ispettorato, sui voti delle Rsu (dato elettorale): con questo mix si misurerà la rappresentatività delle sigle sindacali. La media di questi due dati (ognuno varrà al 50 per cento) fornirà il peso dei sindacati. A garanzia del processo di certificazione verrà istituito un Comitato ad hoc, composto da esponenti delle parti sociali e presieduto da un rappresentante del ministero del Lavoro. Per una questione di privacy, i dati non saranno nominativi ma raccolti in forma anonima.
I PUNTI FONDAMENTALI
La convenzione, della durata di tre anni e composta di dieci articoli. Due i punti fondamentali:
- possono sedere al tavolo della contrattazione nazionale i sindacati che raggiungono il 5% nel mix tra iscritti e voti;
- sono validi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali con una rappresentanza di almeno il 50 %, ossia la maggioranza semplice, che è la medesima maggioranza richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori (il voto cui sottoporre gli stessi accordi).
Furlan: recuperiamo il tempo perso
“Sono passati otto anni da quando abbiamo trovato questa intesa – ha dichiarato il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan – e finalmente oggi questo strumento diventa finalmente operativo. Un accordo importante che rilancia la contrattazione ed il ruolo libero ed autonomo delle associazioni sindacali nei luoghi di lavoro e nel paese. Uno strumento che deve ora rafforzare la contrattazione collettiva. Dobbiamo proseguire su questo percorso, va recuperato il tempo che abbiamo perso“.