
Al centro della discussione le proposte che le sigle confederali hanno unitariamente messo a punto in relazione alla Legge di Bilancio presentata dal Governo. Un documento dettagliato che mette in luce le tante dimenticanze e contraddizioni della manovra, puntualmente emerse negli interventi dei delegati.
Per la Cisl sono intervenuti Halyna Storozhynska, referente della Felsa, la federazione dei lavoratori in somministrazione, autonomi e atipici, e Giuseppe Orizio, segretario generale dei Pensionati Cisl.
FELSA CISL: SUL LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE IL GOVERNO SBAGLIA COMPLETAMENTE MIRA

ORIZIO (FNP CISL): DOBBIAMO PRETENDERE UNA SVOLTA

LE CONCLUSIONI DI LUIGI SBARRA

Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl ha chiuso i lavori dell’attivo unitario parlando di uno “scenario pericoloso che richiederebbe un cambio radicale da parte del Governo”.
Il quadro reale è ben diverso da quello che il Governo va dipingendo a forza di slogan, tweet e dirette social. Le risorse oggi dilapidate quasi esclusivamente in spese correnti, andrebbero invece orientate e qualificate per innalzare la crescita e far calare quell’indebitamento che oggi ci condanna di fronte a tutti gli Stati europei. Per questo è urgente che vengano introdotti i necessari correttivi dando un impulso agli investimenti produttivi su occupazione, politiche industriali, grandi e medie opere infrastrutturali”.
Severa la lettura di Sbarra sul cosiddetto “reddito di cittadinanza”, una misura che rischia di diventare una leva puramente assistenziale, soprattutto al Sud. “In realtà – ha aggiunto il segretario generale aggiunto della Cisl – vanno create le condizioni perché riparta produzione e consumo, alleggerendo il carico fiscale sui redditi medio-bassi da lavoro e da pensione per fare coesione e stimolare la domanda interna”.
Per il sindacato è tempo che il Governo chiuda la modalità campagna elettorale e la smetta di pensare che con le frasi ad effetto si risolvono i problemi. Esempio lampante è quello su previdenza e pensioni: “Occorre una riforma – ha concluso Sbarra – che punti ad una maggiore sostenibilità sociale: ‘quota 100’ è poco più di uno slogan, una base su cui il Governo è auspicabile che avvii un confronto vero e strutturato con il sindacato”