Il sindacato alza la voce e chiede conto al Governo delle scelte fatte
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Il sindacato alza la voce e chiede conto al Governo delle scelte fatte

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Pubblicato il 27 Novembre 2018

Preoccupa lo scontro con l’Unione Europea, la mancanza di visione strategica per lo sviluppo e il lavoro, la mancanza di un confronto e l’autoreferenzialità del Governo. Si è mosso su queste direttrici l’intervento di Silvia Spera, segretario della Cgil bresciana, in apertura dell’attivo unitario dei delegati Cgil Cisl Uil che si è tenuto questa mattina nell’Auditorium Capretti dell’Istituto Artigianelli a Brescia.

Al centro della discussione le proposte che le sigle confederali hanno unitariamente messo a punto in relazione alla Legge di Bilancio presentata dal Governo. Un documento dettagliato che mette in luce le tante dimenticanze e contraddizioni della manovra, puntualmente emerse negli interventi dei delegati.

Per la Cisl sono intervenuti Halyna Storozhynska, referente della Felsa, la federazione dei lavoratori in somministrazione, autonomi e atipici, e Giuseppe Orizio, segretario generale dei Pensionati Cisl.

 

FELSA CISL: SUL LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE IL GOVERNO SBAGLIA COMPLETAMENTE MIRA

Gli interventi sul lavoro in somministrazione fatti dal Governo – ha detto Halyna Storozhynska – penalizzano una delle forme contrattuali più strutturate e con maggiori tutele per i lavoratori. E’ grave che il Governo continui colpevolmente ad associare il lavoro somministrato a dinamiche di intermediazione poco chiare. Siamo preoccupati, sono preoccupati gli oltre 19.000 lavoratori bresciani che con questo contratto hanno un lavoro tutelato e dignitoso, sono preoccupate le aziende. Quella che il Governo sbandiera come conquista rischia di avere conseguenze pesantissime sull’occupazione.

 

ORIZIO (FNP CISL): DOBBIAMO PRETENDERE UNA SVOLTA

Duro anche il giudizio sulla manovra di Giuseppe Orizio, segretario generale dei pensionati Cisl. Il Governo – ha rimarcato con forza – continua a fare e disfare senza alcun confronto con le parti sociali. E’ una strada che altri governi hanno percorso e che alla lunga li ha travolti. Il documento sindacale unitario sulla Legge di Bilancio è un’ottima cosa, ma dobbiamo andare oltre, dobbiamo muoverci per pretendere una svolta.

 

LE CONCLUSIONI DI LUIGI SBARRA

La bocciatura dell’Unione Europea alla Legge di Bilancio presentata dal Governo Italiano, e ancora di più le reazioni del nostro Esecutivo, aprono una fase delicatissima per il nostro Paese”.

Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl ha chiuso i lavori dell’attivo unitario parlando di uno “scenario pericoloso che richiederebbe un cambio radicale da parte del Governo”.

Il quadro reale è ben diverso da quello che il Governo va dipingendo a forza di slogan, tweet e dirette social. Le risorse oggi dilapidate quasi esclusivamente in spese correnti, andrebbero invece orientate e qualificate per innalzare la crescita e far calare quell’indebitamento che oggi ci condanna di fronte a tutti gli Stati europei. Per questo è urgente che vengano introdotti i necessari correttivi dando un impulso agli investimenti produttivi su occupazione, politiche industriali, grandi e medie opere infrastrutturali”.

Severa la lettura di Sbarra sul cosiddetto “reddito di cittadinanza”, una misura che rischia di diventare una leva puramente assistenziale, soprattutto al Sud. “In realtà – ha aggiunto il segretario generale aggiunto della Cisl – vanno create le condizioni perché riparta produzione e consumo, alleggerendo il carico fiscale sui redditi medio-bassi da lavoro e da pensione per fare coesione e stimolare la domanda interna”.

Per il sindacato è tempo che il Governo chiuda la modalità campagna elettorale e la smetta di pensare che con le frasi ad effetto si risolvono i problemi. Esempio lampante è quello su previdenza e pensioni: “Occorre una riforma – ha concluso Sbarra – che punti ad una maggiore sostenibilità sociale: ‘quota 100’ è poco più di uno slogan, una base su cui il Governo è auspicabile che avvii un confronto vero e strutturato con il sindacato”