Bozzoli, ultimo atto. Chiesta al Tribunale la nomina di un liquidatore
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Bozzoli, ultimo atto. Chiesta al Tribunale la nomina di un liquidatore

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Pubblicato il 10 Luglio 2016

l'azienda di marcheno (bs)“Da una parte la moglie. Dall’altra il fratello e i suoi figli. In mezzo la Bozzoli, un’azienda spaccata in due, e per questo ingovernabile”. Comincia così l’articolo che il Giornale di Brescia ha pubblicato ieri sulla crisi della fonderia di Marcheno che ha chiesto al Tribunale la nomina di un liquidatore.

Che sia veramente l’ultimo atto o un altro delicatissimo passaggio per questa azienda, la Fim Cisl intende avere risposte a tutela della decina di lavoratori della fonderia. 

La drammatica vicenda di questa azienda valtrumplina è cominciata nell’autunno scorso – ricorda il quotidiano – da quando Mario Bozzoli, uno dei titolari (l’altro è il fratello Adelio), “è finito in un «buco nero» e i suoi nipoti Alex e Giacomo sono finiti sul registro degli indagati con l’accusa di avercelo mandato. Tra i due rami della famiglia non c’è accordo sulla gestione della fonderia di Marcheno”, da qui il ricorso al Tribunale.

Secondo il Giornale di Brescia Adelio Bozzoli “contesta il prezzo richiesto da Irene Zubani, la moglie di suo fratello, in cambio dell’usufrutto sull’1% delle sue quote (condizione per avere la maggioranza assoluta in società). Esclusa l’eventualità di una partecipazione della moglie di quest’ultimo alla società, che ha chiuso il 2015 con 4 milioni e mezzo di passivo (stando al bilancio presentato, ma non approvato), i sindaci non hanno potuto fare altro che chiedere al giudice di individuare un liquidatore in grado, se non dimettere d’accordo i contendenti, di salvare la fonderia. O di venderla”.