La stagione turistica è alle porte ma i lavoratori del comparto sono senza contratto
TORNA INDIETRO

La stagione turistica è alle porte ma i lavoratori del comparto sono senza contratto

< 1 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 10 Aprile 2016

Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno hanno indetto per il 6 maggio uno sciopero intersettoriale del turismo con presidi e mobilitazioni a livello locale. Ad incrociare le braccia saranno baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, addetti dei fast food, operatori delle  terme e delle farmacie private.

Un milione e mezzo di lavoratori che da tre anni aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Fanno riferimento ad un comparto che comprende industria turistica, pubblici esercizi, agenzie di viaggio, ristorazione collettiva: una componente rilevantissima del Pil italiano. Non chiedono altro che aumenti salariali dignitosi e nuove norme per la valorizzazione della professionalità e per il mantenimento dei livelli occupazionali.

Nella migliore delle ipotesi i lavoratori aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro da tre anni – denunciano le sigle sindacali – ma ci sono anche settori in cui il contratto è scaduto da sei anni. In tutto questo tempo, con diversi accenti e modalità, le controparti hanno cercato di negare il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro, subordinandone il rinnovo al peggioramento di parti economiche e normative”.

Con la proclamazione dello sciopero si vuole mandare un segnale forte alle organizzazioni datoriali e sbloccare una situazione ormai insostenibile: l’industria turistica italiana non può permettersi una stagione di conflittualità.