Mortale infortunio sul lavoro questa mattina in un cascinale di Gottolengo, nella Bassa Bresciana. Un muratore di 51anni è caduto da un ponteggio durante le operazione di smontaggio del cantiere. Si tratta di Flavio Bertacchini: abitava a Caino e lavorava per l’impresa edile Lafede srl di Castenedolo (nell’immagine accanto al titolo un frame del servizio realizzato dal TGR Lombardia).
Dolore e sconcerto tra i compagni di lavoro che hanno dato l’allarme e fatto intervenire i soccorsi; accanto a loro sono sul posto anche i rappresentati sindacali: per la Filca CISL provinciale c’è Stefano Benedetti, come tutti in attesa che i tecnici dell’ATS e dei Carabinieri trovino una risposta alle inevitabili domande del momento: l’operaio è precipitato per un malore, per mancanza di protezioni o per altre ragioni?
“Quella delle cadute dall’alto non è un’emergenza sconosciuta: rappresenta il 58,3% degli infortuni mortali nelle costruzioni ed è la prima causa di morte nel settore. Il rischio è noto – scrivono in un comunicato stampa unitario Feneal – Filca – Fillea – così come sono note le misure necessarie per prevenirlo. Le norme sulla sicurezza non sono indicazioni facoltative. Appalti e subappalti non possono frammentare o confondere le responsabilità, né trasformare la sicurezza nella voce su cui risparmiare. Ognuno deve rispondere della tutela di chi lavora”.
Domenica scorsa a Pavone Mella, a pochissimi chilometri dal luogo dell’infortunio mortale di questa mattina, la Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro era stata l’occasione per tornare a chiedere l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, preposta al coordinamento delle indagini sugli infortuni e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.