
Se le indagini sembrano avere preso una svolta, ancora nulla è dato sapere sulle intenzioni della Procura rispetto alla ripresa produttiva della fabbrica. “L’azienda rischia il fallimento – ripete Stefano Olivari della Segreteria provinciale della Fim Cisl intervistato dal cronista del Corriere della Sera – e per i 16 lavoratori e altrettante famiglie queste sono feste di assoluta incertezza”.
La fonderia, che prima del delitto presentava conti in attivo – scrive il giornale – resta sotto sequestro e nessuno sa se e quando l’attività potrà riprendere. Aggiunge Olivari: “Il rischio è quello di trovarci un’azienda in liquidazione. La proprietà ha pagato le tredicesime, ma non può dare certezze per il futuro. La produzione è ferma da più di due mesi”.