
Dei dipendenti del negozio di elettronica ed elettrodomestici di via Mantova, “22 sono da ieri in mobilità e beneficiano dell´incentivo volontario grazie alla procedura di conciliazione concordata tra azienda e lavoratori. Due dipendenti sono stati invece ricollocati nell’altro punto vendita cittadino di Mediaworld in via Dalmazia, che, come quello delle Porte Franche a Erbusco, non è stato invece coinvolto nel piano di riorganizzazione”.
Bresciaoggi ha chiesto ad Alberto Pluda, segretario provinciale della Fisascat Cisl, la categoria dei lavoratori del commercio, una valutazione sulla vicenda e una riflessione sull’andamento del settore. “Pur nella decisione sofferta di chiusura – ha spiegato il sindacalista – la procedura di conciliazione è stata portata a termine senza particolari problemi cercando di limitare l´impatto sui lavoratori. Anzi le richieste di accedere alla mobilità incentivata sono state molte di più di quelle inizialmente previste”.
“Lo scenario di mercato nella grande distribuzione – ha poi aggiunto il segretario della Fisasacat Cisl – rimane comunque incerto anche se rispetto al comparto alimentare che segna una flessione media del 15 per cento, la tecnologia tiene ancora. In questo caso le perdite sono più contenute e si aggirano attorno al 3, 4 per cento. È l’onda lunga della crisi che si riflette sulla caduta dei consumi”.
Il settore della grande distribuzione – scrive il giornale – sta dunque accusando il colpo e i primi a pagarne le conseguenze sono spesso i lavoratori a cominciare dalla disdetta dei contratti integrativi.
Come è successo per Ikea (dove ieri i lavoratori del punto vendita di Roncadelle hanno scioperato dopo la rottura delle trattative tra azienda e sindacati): “Mai avremmo pensato che un colosso come Ikea andasse in tale direzione – ha concluso Pluda – ma invece è successo”.