
Per i sindacati quei giochi non avrebbero mai dovuto essere assegnati in un Paese in cui vige ancora il sistema della kafala che riduce in schiavitù i lavoratori. In Qatar dove oltre 1 milione di edili vivono in condizioni disumane, affamati, assetati, con turni di 16 ore, esposti a temperature estreme, ammassati in alloggi fatiscenti. E a quasi cinque anni dall’apertura dei cantieri, il conto dei morti è terrificante: 1.400, almeno 400 per incidenti diretti, il resto per infarto e per suicidio.
Ad oggi ogni partita di quei mondiali “costa” 62 vite umane. Anche l’inchiesta in corso dimostra ciò che il sindacato denuncia da anni: l’assegnazione di quei mondiali è avvenuta in violazione delle regole ed i giochi devono essere sospesi.