
FURLAN: TROPPE CONTRADDIZIONI
Così Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, sintetizza un primo giudizio sulle norme varate dal Governo in materia di lavoro. “E’ chiaro che bisognerà leggere attentamente i testi prima di dare una valutazione completa – aggiunge – ma per quanto ci riguarda la Cisl continuerà a battersi per affidare le materie del lavoro alla contrattazione, che è oggi lo strumento più efficace per favorire gli investimenti, la produttività, le riorganizzazioni aziendali e garantire l’ingresso stabile dei giovani nel mondo del lavoro“.
NON C’E’ SVOLTA
“E’ certamente un fatto importante che si sia lasciato il reintegro per i licenziamenti discriminatori e disciplinari come aveva chiesto ripetutamente la Cisl in questi mesi – sottolinea la Furlan – così come è importante aver cancellato dalle tipologie contrattuali gli associati in partecipazione. Ma per il resto non c’è ancora la svolta che la Cisl auspicava“.
PETTENI: ARROGANZA DA PARTE DEL GOVERNO
Durissima la reazione del segretario confederale Cisl Gigi Petteni che nelle ultime settimane ha portato avanti il confronto con il Governo sui decreti attuativi del Jobs Act: “Il mantenimento delle norme sui licenziamenti collettivi è un grave errore, è un segno di arroganza e di scarsa attenzione nei confronti di coloro che conoscono e rappresentano il mondo del lavoro. D’altronde il premier Renzi va nelle aziende, come nel caso della Fiat, solo quando le cose vanno bene e non sa come si gestiscono le difficoltà occupazionali ed i problemi del lavoro. In ogni caso, siamo certi che attraverso la contrattazione recupereremo e supereremo tutte le castronerie che il Governo si appresta a fare sui temi del lavoro“.