
Fra il 1943 e il 1947 oltre 10 mila persone furono gettate vive o morte in queste gole, un genocidio che non teneva conto di età, sesso e religione, riconosciuto ufficialmente nel 2004, con la legge numero 94 che istituì la “Giornata del ricordo”.
A Brescia, come ogni anno, la Casa della Memoria – in collaborazione con Anpi, Fiamme Verdi, Anei, Aned, Cgil, Cisl, Uil, Ufficio Scolastico Territoriale – ha promosso in mattinata un convegno che ha riunito nell’Auditorium San Barnaba gli studenti delle scuole superiori; in serata (ore 20,30 Teatro San Carlino) il programma verrà riproposto alla città. Interverranno Franco Miccoli dell’Associazione Concordia et Pax con una relazione intitolata “Gorizia la città contesa. Le foibe e le memorie contrapposte”, e Guido Franzinetti, ricercatore al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Piemonte Orientale, con una comunicazione su “Il confine più lungo: affermazione e crisi dell’italianità adriatica” [scarica il programma].