
E di aspetti critici che pesano sul futuro dei 700 dipendenti del gruppo (quattro stabilimenti, due a Nave, uno ad Ospitaletto e uno a Montirone) ce ne sono tanti purtroppo: difficoltà di mercato, crisi finanziaria, esposizioni importanti con i creditori, forniture di gas e di energia elettrica bloccate, riapertura degli stabilimenti a rischio.
L’ancora a cui la Stefana S.p.A. sembra aggrapparsi è la richiesta di preconcordato presentata al Tribunale di Brescia: se il giudice dovesse accoglierla l’azienda avrà sicuramente più tempo per rientrare dai debiti con i creditori. Ma dovrà mettere nero su bianco come intende uscire dalla crisi in cui si trova. Esattamente quello che ieri non ha saputo dire alle rappresentanze sindacali.
“Non ci resta che attendere – ha aggiunto Daniela Pedrali parlando con il cronista di Bresciaoggi – in queste condizioni prendere qualunque tipo di decisione è praticamente impossibile”.