Liberi dal gioco d’azzardo, al via la campagna in Lombardia
TORNA INDIETRO

Liberi dal gioco d’azzardo, al via la campagna in Lombardia

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 3 Gennaio 2015

Centri scommese e slot machine nei quartieri genovesi 04/01/2011La Cisl si mobilita contro il gioco d’azzardo. Lo fa sostenendo la campagna nazionale “Liberi dal gioco d’azzardo. Con l’azzardo ti giochi la vita” che in Lombardia entrerà nel vivo in questi primi mesi dell’anno.

L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica smontando i messaggi illusori di “vincite facili” diffusi dall’industria dell’azzardo.

 

IMPOVERIMENTO ECONOMICO E SOCIALE
L’adesione della Cisl
– che avviene nell’ambito del più ampio progetto “Mettiamoci in gioco” lanciato nel 2012 – è motivata non solo dall’impoverimento economico delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati che il fenomeno determina, ma anche dal fatto che in una situazione già di incertezza occupazionale e di difficoltà economica, il gioco d’azzardo rischia di portare un ulteriore impoverimento relazionale e sociale, con conseguenze drammatiche sui contesti familiari e sul territorio.

header1

UNA FOTOGRAFIA ALLARMANTE
Il gioco d’azzardo ha conosciuto un successo travolgente nel nostro paese, tra i primi al mondo per consumo di giochi. Si è passati da un fatturato di 24,8 miliardi di euro nel 2004 agli 88,5 miliardi del 2012. Solo nel 2013 vi è stato un leggero calo del fatturato, fermatosi a 84,7 miliardi, probabilmente per la dura crisi economica che sta attraversando il paese. Il 56,3% del fatturato viene dagli “apparecchi” (slot machine e vlt), ma è in significativa ascesa il gioco on line.

AZZARDO BOOM
È importante notare che al crescere del fatturato non è seguito un maggior introito per lo Stato (sotto forma di tasse). Nel 2004, l’erario ha incassato dall’azzardo 7,3 miliardi di euro (pari al 29,4% del fatturato complessivo), mentre nel 2013 ha registrato un’entrata di 8,1 miliardi. Dunque, una cifra non indifferente per le finanze pubbliche, ma molto più bassa del giro d’affari attivato dal settore, con le sue pesanti ricadute sociali e sanitarie che comportano un notevole dispendio di risorse economiche per farvi fronte.

GIOCATORI A RISCHIO
Si stima in 17 milioni (42% delle persone residenti in Italia tra i 15 e i 64 anni) il numero di coloro che hanno giocato almeno una volta in un anno, in 2 milioni gli italiani a rischio minimo e in circa un milione i giocatori ad alto rischio (600-700mila) o già patologici (250-300mila).