
Oltre a Brescia i territori più colpiti sono la Brianza con 5.112 lavoratori a rischio occupazione e Milano, 4.265 addetti coinvolti,
TANTE CAUSE, UN EFFETTO SOLO: OCCUPAZIONE IN CRISI
Le ragioni delle difficoltà strutturali – spiega il rapporto regionale dei metalmeccanici Cisl – sono diverse: dalla concorrenza con le economie emergenti a bassissimo costo del lavoro, alla contrazione della domanda di beni investimento, al costo della materia prima e dell’energia, alla riduzione degli investimenti delle aziende e di quelli pubblici in infrastrutture. Su alcune realtà, le più piccole, incide il problema del costo del denaro e la difficoltà di accesso al credito.
MANCANO LE CAPACITA’ PER PROGETTI INDUSTRIALI DI RILANCIO
In molte situazioni però c’è un problema di gestione imprenditoriale e l’incapacità di costruire progetti di rilancio, quando non vi sono casi più gravi sfociati in insolvenza e bancarotta fraudolenta. I problemi spesso si sommano e incidono in concorso a determinare le difficoltà aziendali, che si traducono tutte in crisi occupazionale, cui fa riscontro il rifiuto a predisporre un qualsivoglia piano sociale.
IN 500 A ROMA DALLA LOMBARDIA PER LA MANIFESTAZIONE DEL 30 SETTEMBRE
I dati dell’Osservatorio congiunturale della Fim Cisl Lombardia tracciano un quadro di grande preoccupazione che sta mobilitando lavoratori e delegati dei metalmeccanici Cisl in vista della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 30 settembre . Dalla Lombardia si muoveranno in 500, con pullman e treni, per sollecitare misure urgenti di politica industriale, per lo sviluppo e l’occupazione. “Occorre superare decisamente le politiche di austerità – afferma Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia – che hanno pesato nel frenare l’attività economica, scegliendo invece una diversa strategia di rilancio degli investimenti pubblici nelle infrastrutture e di quelli tecnologici delle imprese, per costruire una nuova prospettiva di crescita economica e sociale”.