Rapporto congiunturale Fim: industria meccanica sempre più in sofferenza
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Rapporto congiunturale Fim: industria meccanica sempre più in sofferenza

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Pubblicato il 31 Luglio 2014

industria meccanica in crisiPersistono i segnali allarmanti nell’industria metalmeccanica lombarda, che continua a registrare pesanti difficoltà. Sono oltre 2.000 le aziende colpite dalla crisi (101 nel bresciano per un totale di 5.802 dipendenti), più di 41.000 i lavoratori in cassa integrazione (4.971 tra Brescia e provincia). In 3400 hanno perso il posto (192 in casa nostra), il 7% in più di un anno fa. Per incidenza percentuale delle sospensioni dal lavoro Brescia (11%) è il quarto territorio più colpito dalla crisi in Lombardia, preceduto da Milano (24%), Bergamo (18%) e Brianza (18%), il primo per il maggior ricorso ai contratti di solidarietà: in Lombardia questo fondamentale strumento di tutela occupazionale riguarda 30.950 lavoratori che fanno riferimento a 276 accordi stipulati negli ultimi 24 mesi (72 le nuove aziende che si sono aggiunte nel primo semestre 2014 con 8.339 lavoratori interessati).

E’ quanto emerge dal 37° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi della Fim Lombardia, che ogni sei mesi rileva sistematicamente i dati nelle circa 7.000 aziende industriali lombarde che complessivamente impiegano oltre 550.000 lavoratori.

Sono dati che confermano la straordinaria difficoltà in cui versa l’industria metalmeccanica. “Vanno attuate strategie di sviluppo e di dotazione infrastrutturale – chiede la Fim Cisl – per rafforzare il settore manifatturiero, favorire l’accesso al credito per gli investimenti industriali e le innovazioni, sostenendo le imprese sul territorio”.

Nei primi sei mesi del 2014 il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è diminuito del 20%, segno dell’allentamento della congiuntura negativa generalizzata ma anche di un cambiamento di funzionalità dello strumento che ormai ha assunto sempre più il connotato di anticipazione degli interventi di carattere strutturale.
Anche la cassa integrazione straordinaria ha fatto registrare un decremento nel semestre (-14%) e nel dato tendenziale annuo (-10% circa). Preoccupa però il valore assoluto dei lavoratori sospesi che si mantiene molto elevato: intorno alle 34.000 unità annue.

Rimane sempre alto l’intervento della cassa integrazione in deroga. Sono 507 le aziende che vi fanno ricorso nel semestre (rispetto alle 530 precedenti), il 75% del totale di quelle che ricorrono alla cassa integrazione straordinaria, per un numero di lavoratori interessati pari a 2.560, rispetto ai 2.825 del semestre precedente.

Con il consolidamento dei contratti di solidarietà – sottolinea il Rapporto Fim – sono stati salvati oltre 9.000 posti di lavoro, ed è importante rilevare come lo strumento, dopo anni di diffidenza, registri attenzione seria da parte delle imprese.

Per sostenere l’occupazione in quest’ancora difficile congiuntura, la Fim lombarda sollecita l’adozione di percorsi di riqualificazione e ricollocazione, già sperimentati in occasioni di diverse vertenze, che impegnino direttamente l’azienda oltre agli altri soggetti del territorio.