
E’ quanto emerge dal 37° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi della Fim Lombardia, che ogni sei mesi rileva sistematicamente i dati nelle circa 7.000 aziende industriali lombarde che complessivamente impiegano oltre 550.000 lavoratori.
Sono dati che confermano la straordinaria difficoltà in cui versa l’industria metalmeccanica. “Vanno attuate strategie di sviluppo e di dotazione infrastrutturale – chiede la Fim Cisl – per rafforzare il settore manifatturiero, favorire l’accesso al credito per gli investimenti industriali e le innovazioni, sostenendo le imprese sul territorio”.
Nei primi sei mesi del 2014 il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è diminuito del 20%, segno dell’allentamento della congiuntura negativa generalizzata ma anche di un cambiamento di funzionalità dello strumento che ormai ha assunto sempre più il connotato di anticipazione degli interventi di carattere strutturale.
Anche la cassa integrazione straordinaria ha fatto registrare un decremento nel semestre (-14%) e nel dato tendenziale annuo (-10% circa). Preoccupa però il valore assoluto dei lavoratori sospesi che si mantiene molto elevato: intorno alle 34.000 unità annue.
Rimane sempre alto l’intervento della cassa integrazione in deroga. Sono 507 le aziende che vi fanno ricorso nel semestre (rispetto alle 530 precedenti), il 75% del totale di quelle che ricorrono alla cassa integrazione straordinaria, per un numero di lavoratori interessati pari a 2.560, rispetto ai 2.825 del semestre precedente.
Con il consolidamento dei contratti di solidarietà – sottolinea il Rapporto Fim – sono stati salvati oltre 9.000 posti di lavoro, ed è importante rilevare come lo strumento, dopo anni di diffidenza, registri attenzione seria da parte delle imprese.
Per sostenere l’occupazione in quest’ancora difficile congiuntura, la Fim lombarda sollecita l’adozione di percorsi di riqualificazione e ricollocazione, già sperimentati in occasioni di diverse vertenze, che impegnino direttamente l’azienda oltre agli altri soggetti del territorio.