
Nel piano industriale di riorganizzazione dell’azienda – che occupa complessivamente 260 dipendenti – oltre alle dimissioni incentivate (con una buona uscita pari a 32.000 euro) è stata sottoscritta la sola mobilità per i pensionandi che per la prima volta non prevede il criterio della volontarietà.
“Risulta dunque ancora più incomprensibile – commenta Alessandra Damiani della Segreteria della Fim Cisl provinciale –il no della Fiom, accolto dalla direzione aziendale, alla mobilità per ricollocamento che invece avrebbe avuto carattere di volontarietà come richiesto dai lavoratori in assemblea. Esprimiamo comunque un giudizio complessivamente positivo sull’esito del negoziato, che deve però trovare nella applicazione del piano industriale un’attuazione effettiva per la salvaguardia dei posti di lavoro”.