
Durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, il regime comunista che andava affermandosi in Jugoslavia mise in atto campagne di epurazione tra la popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia causando la morte di centinaia di migliaia di persone. I loro corpi furono gettati in quelli che i geologi chiamano “inghiottitoi carsici”, profonde gotte scavate dall’acqua comunemente note con il nome di “foibe”.
Lunedì nell’Auditorium San Barnaba, in città, è in programma (con inizio alle 9,45) una manifestazione intitolata: Il dramma del confine orientale: non basta ricordare, bisogna conoscere e comprendere.
Ne parlerà Fulvio Salimbeni, professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Udine, introdotto da Giovanni Spinelli, dirigente scolastico del Liceo “Veronica Gambara” di Brescia.
L’iniziativa è promossa da Casa della Memoria in collaborazione con Anpi, Fiamme Verdi, Cgil Cisl Uil Brescia e Ufficio Scolastico Territoriale.