
I NUMERI DELLA RIORGANIZZAZIONE CISL – La riduzione dell’apparato dirigente, l’accorpamento di territori in base a criteri di omogeneità e di efficienza ha portato ad un significativo spostamento del baricentro dell’azione della Cisl, e il Congresso è stato l’occasione per un bilancio dettagliato dell’intera operazione: dalle precedenti 115 strutture territoriali si è passati alle attuali 73; se prima i dirigenti impegnati nelle Segreterie erano 372, oggi il numero è sceso a 269. Per essere più vicini ai lavoratori, ai pensionati, alla gente, la Cisl ha attuato inoltre una completa ridistribuzione sul territorio degli operatori sindacali ed ha avviato un progetto di formazione a sostegno dei 52.215 delegati nei luoghi di lavoro e dei 18.820 rappresentanti dei pensionati nelle leghe sul territorio.
BRESCIA E’ PER NUMERO DI ISCRITTI L’OTTAVA STRUTTURA IN ITALIA – Dai dati diffusi al Congresso, Brescia si colloca come ottavo territorio della Cisl a livello nazionale per numero di iscritti.
Il lavoro di semplificazione dei territori si trasferisce ora alle categorie che, nell’arco di due anni, passeranno dalle attuali 18 passeranno a 6, 7 grandi federazioni.
Com’era largamente previsto il Congresso ha affrontato da molti punti di vista il tema drammatico della disoccupazione (specie quella giovanile), quello degli ammortizzatori sociali e delle politiche per lo sviluppo.
IL PAESE HA BISOGNO DI SCELTE CONDIVISE – Con forza la Cisl ha ribadito in questo Congresso che il paese ha bisogno di scelte e di decisioni condivise e che il Governo ha il dovere di coinvolgere le parti sociali nei provvedimenti allo studio su lavoro, fisco ed economia. Ed anche sulle pensioni, sia quelle in essere che su quelle che prevedono una maggiore flessibilità per chi ci deve andare. Il Congresso ha chiesto al Governo azioni improntate a maggiore equità e giustizia.