
LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE è tratta da poesie di Ferruccio Brugnaro, un poeta operaio, dal libro “Lavorare uccide” di Marco Rovelli e da testimonianze di operai della ThyssenKrupp.
PARLANDO DELLE MOTIVAZIONI di un impegno teatrale che mette al centro figure di operai e il contesto della fabbrica, regista e attori spiegano: “Gli operai mandano avanti un pezzo di Paese Italia, ma non esistono nell’immaginario mentale dell’opinione pubblica. In questo sprofondare delle coscienze qualcosa di ancor più grave è accaduto: la perdita dell’orgoglio e della dignità operaia. Spesso chi è operaio non dice di esserlo, quasi fosse una colpa di cui vergognarsi un poco. Oggi l’uomo invisibile è proprio l’operaio e lo scandalo di tutti i giorni è questo suo normale morire”.
IL TEATRO OFFICINA, fondato nel 1973, ha ospitato presso la storica sede di viale Monza 140 a Milano importanti compagnie nazionali, producendo dieci propri spettacoli legati al tema delle culture regionali e alle forme della comicità.