
“E’ infatti fondamentale favorire quelle studentesse – si legge in un comunicato della Fondazione – che nonostante i buoni risultati conseguiti a scuola rischiano, a causa delle limitate risorse economiche familiari, di dover abbandonare gli studi”.
“Riteniamo necessario che i ragazzi di origine straniera trovino in Italia – spiegano ancora i promotori del bando – le condizioni migliori per superare le difficoltà che possono trovare sul loro cammino. La scuola è per eccellenza il luogo della socializzazione dei ragazzi e l’apprendimento del ragazzo può, di riflesso, essere una sorta di apprendimento da parte di tutta la famiglia. Ecco quindi che integrare positivamente i giovani può significare integrare positivamente la famiglia intera. Ed è proprio guardando alle esigenze delle donne di domani che crediamo di dover intervenire con il nostro primo progetto, così da sviluppare e far crescere quel senso di appartenenza che rappresenta l’unica via per una vera e reale integrazione”.