2 giugno 1946. Gli italiani sono chiamati ad eleggere l’Assemblea parlamentare che avrà il compito, dopo la tragica parentesi del fascismo e della guerra, di scrivere la Carta costituzionale. Per la prima volta votano tutti gli italiani, uomini e donne. Oltre che per la Costituente, si vota anche il referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Elezioni e referndum avvengono in un clima di grande tensione. Lo scrutinio fotografa un’Italia nettamente divisa in due anche se prevalgono i voti per la scelta della Repubblica.

“Di qui può muovere – ha sottolineato il Capo dello Stato – con rinnovato slancio anche il vostro impegno di Prefetti della Repubblica nel garantire la massima coesione tra le istituzioni chiamate ad operare nel comune interesse dello sviluppo economico, sociale e civile in ogni provincia”.
“Punto di riferimento essenziale resta, anche in questa solenne ricorrenza, – ha concluso il Presidente Napolitano – l’ancoraggio al principio di unità e indivisibilità della Repubblica, e con esso il dovere di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e di tutte le persone presenti sul territorio nazionale”.