Le azioni legali (non le proteste eclatanti) hanno cancellato la “circolare Manganelli”
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Pubblicato il 15 Maggio 2011
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“Contrariamente a quello che molti vanno sostenendo, le proteste eclatanti messe in atto a Brescia nei mesi passati c’entrano poco nella sentenza con cui il Consiglio di Stato ha stabilito che una condanna al reato di clandestinità non è impedimento per la concessione del permesso di soggiorno”. Enzo Torri, Segretario generale della Cisl, torna con fermezza sulla decisione del Consiglio di Stato di giovedì scorso dopo la rincorsa di associazioni e gruppi di protesta ad intestarsi meriti che non hanno. “C’entrano molto di più le azioni giudiziarie che anche la Cisl ha promosso e sostenuto contro la cosiddetta “ciroclare Manganelli”. La sentenza del Consiglio di Stato – spiega il leader della Cisl bresciana – è la conferma che seguendo le strade della legalità si riescono ad ottenere risultati giusti. E’ dunque alle iniziative giudiziarie che va il merito di avere ottenuto , in forma legale e istituzionale, un diritto derivato da norme della comunità Europea, in particolare da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha bocciato la normativa italiana sul reato di clandestinità introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 nell’ambito del pacchetto sicurezza che prevedeva la reclusione gli immigrati irregolari. E’ fuorviante e sbagliato assegnare questa sentenza al risultato di azioni che nulla potevano sulle decisioni del Consiglio di Stato che si è limitato a dare operatività agli orientamenti della Comunità Europea.
La sentenza consentirà a molti cittadini stranieri di riavviare le pratiche della regolarizzazione respinte e la Cisl continuerà nelle sedi opportune, e con le modalità necessarie, a tutelare nel migliore dei modi la condizione dei lavoratori stranieri di fronte alle discriminazioni a cui spesso sono sottoposti”.